La sicurezza sul lavoro è indubbiamente uno degli argomenti più interessanti e discussi degli ultimi anni in materia di prevenzione. Si basti pensare che tra il 2016 e il 2017 si è riscontrato un aumento dell’1.3% di infortuni sul lavoro. Ora come mai quindi la sicurezza sul lavoro e conseguentemente le figure di consulenti sono importanti.

La sicurezza sul posto di lavoro e l’incolumità dei lavoratori in Italia viene regolata da una legge, il D.lgs. 81/08 o anche chiamato Testo unico sulla Sicurezza sul Lavoro. La legge stabilisce delle precise e ferree regole e procedure da adottare per rendere sicuri i posti di lavoro e le attività ad esso collegate.

Il continuo e graduale accrescimento delle tutele sul lavoro ha avuto come conseguenza da una parte un positivo ampliamento dei diritti dei lavoratori, che hanno quindi ora diritto a protezioni e salvaguardie nell’osservanza del lavoro che svolgono, etc., mentre dall’altro hanno aumentato le responsabilità dei datori di lavoro.

A causa di questa problematica sempre più emergente, le aziende si stanno sempre più spostando all’acquisizione di personale qualificato che sia responsabile di queste tematiche o addirittura di consulenti esterni.

La differenza tra i due è molto semplice, l’uno è interno all’azienda e solitamente è un lavoratore che ha seguito dei corsi per essere idoneo a rilevare e fare un resoconto delle problematiche o delle possibili soluzioni alternative ad un particolare tipo di lavoro definito pericoloso, l’altro invece è uno specialista del settore che proviene dall’esterno dell’azienda e vi rimane all’interno per relativamente poco tempo, monitorandone sempre i processi produttivi e proponendo dei possibili miglioramenti.

La sicurezza sul lavoro è nata da poco ma ha un’importanza fondamentale all’interno di un’azienda strutturata e non beneficia soltanto il lavoratore ma l’azienda nel suo insieme.

Il ruolo importante del consulente del lavoro

Il consulente del lavoro, come prima accennavamo, è un professionista del settore che si occupa di elargire consulenze ad aziende, più o meno grandi, rispetto alle norme della sicurezza sul lavoro. Questa figura ha delle competenze piuttosto ancorate in campo giuridico, più nello specifico nell’amministrazione e nella gestione del personale subordinato.

I compiti di un consulente del lavoro sono molteplici e variano a seconda dell’azienda in considerazione. In generale comunque esso svolge mansioni di gestione del personale sotto lo stretto ambito amministrativo. Da non confondere infatti con le figure di gestione delle risorse umane, che invece gestiscono il personale sotto un punto di vista più ampio.

L’intervento di una persona addetta alla consulenza sul lavoro in Italia è molto importante in quanto, a causa delle svariate leggi e la lentezza burocratica generale, una figura professionale di questo livello salva all’azienda numerosi problemi e inghippi burocratici e ne fa migliorare il livello generale di benessere.

Alcune delle mansioni più comuni seguite da un consulente del lavoro sono l’individuazione e l’estirpazione dei rischi in azienda, l’aggiornamento e la correzione dei documenti interni e delle pratiche verso gli Enti pubblici, l’organizzazione della prevenzione aziendale, la tenuta di corsi di formazione e di addestramento per il personale in modo da evitare possibili rischi, etc.

Il consulente sul lavoro, pur essendo un professionista esterno all’azienda, programma sopralluoghi programmati e dialoga attivamente con i lavoratori, in modo da capirne bisogni e problematiche, senza mai essere troppo invasivo.

D’altro canto, i corsi di formazione per i dipendenti fanno sempre parte del D.Lgs.81/08 e quindi sono pensati per essere di semplice assimilazione e di immediata utilità, portando i lavoratori alla consapevolezza del rischio che corrono in azienda e delle varie misure di prevenzione. I pericoli non sono infatti così ovvi come si pensi e molte volte si tendono a sminuire ma possono degenerare anche in malattie professionali.

Un esempio molto calzante è il rischio uditivo: negli Stati Uniti è infatti la perdita dell’udito il più comune danno professionale, essendo moltissimi i lavoratori esposti a livelli di rumore troppo elevati. Le macchine poi, se sono dotate di parti mobili, sono in genere ancora più rischiose, in quanto potrebbero interferire con il lavoro dell’addetto e portare a problematiche ben più serie di una semplice abrasione. La lista dei rischi, come si può immaginare, è molto prolissa e non è mai da sottovalutare.

I consulenti del lavoro sono personale qualificato che ha come compito la formazione dei lavoratori e la redazione di documenti importanti per la prevenzione del pericolo sul posto di lavoro.

In conclusione

La sicurezza sul lavoro, soprattutto in un ambiente professionale come quello aziendale deve essere sempre monitorata e soprattutto coadiuvata da uno sforzo pratico e continuato nel tempo, per evitare incidenti e possibili problematiche sulla salute dei lavoratori.

Di questo punto è bene fare chiarezza in quanto si pensa sempre a banali incidenti sul lavoro che costano all’operaio qualche giorno in malattia per un dito nero o un taglio, ma bisogna sempre ricordare come, anche la più semplice e banale delle distrazioni e negligenze, possa comportare seri danni sia al singolo, che può inavvertitamente mettere a repentaglio la sua stessa incolumità, sia all’azienda, la quale ha interesse a mantenere un ambiente sano e confortevole per tutti i lavoratori.

In conclusione, le figure professionali dei consulenti del lavoro sono una risorsa importante all’interno di un’azienda. Non solo si prendono in carico svariata documentazione di tipo legale, ma istruiscono anche i lavoratori ad un corretto comportamento nel posto di lavoro e ne migliorano di conseguenza l’ambiente, migliorandone i livelli di sicurezza.

Fonte delle informazioni: http://www.studiohs.it/sicurezza_sul_lavoro/