Le criptovalute stanno per “contaminare” il mondo del calcio: dall’Inghilterra alla Francia e sicuramente per motivi differenti, i club calcistici stanno iniziando ad affacciarsi al mondo delle monete virtuali.

Ormai la maggior parte degli affari calcistici sta propendendo per le monete virtuali, e ci si aspetta anche che in un futuro molto vicino, quantificare un calciatore, non sarà più possibile con gli euro bensì con i bitcoin (ad esempio, l’ingaggio di Cristiano Ronaldo si sarebbe potuto pagare con i bitcoin, all’incirca 4800)

In Premier League, il campionato inglese, ha avuto degli accordi di sponsorizzazione con piattaforme importanti come eToro. E l’Italia non è stata da meno, da momento che alla fine di agosto, la Heritage Sports Holding è diventato sponsor del Rimini che ha pagato in Quantocoin, un’altra valuta digitale.

Criptovalute e calcio: la questione del PSG

I club europei stanno vivendo una specie di bilico a livello economico e che si ripercuote sulle prestazioni sportive. In particolare all’indomani del fair-play finanziario (che domina sempre gli inquadramenti calcistici) le società di calcio tendono a cercare delle escamotage di investimento con spese molto più contenute. E forse una delle società più importanti d’Europa ha trovato il mezzo attraverso cui eludere certi noiosi problemi: si tratta del Paris Saint Germain, di proprietà del presidente Nasser Al-Khelaifi. Pare dunque che quest’ultimo abbia firmato un accordo con un nuovo peculiare partner economico. Un partner che si occupa di criptovalute.

Il team francese ha dunque annunciato attraverso l’agenzia AFP di aver ufficializzato una partnership con la Società Socios.com che si occupa di monete virtuali sotto forma ei chip. In base a quanto comunicato ufficialmente, l’accordo perdurerà 5 anni, fruttando alla società calcistica 2 milioni e mezzo all’anno.

La Socios lavorerà a stretto contatto con il club francese per porre in essere la prima offerta di chip a favore dei fan, e per rendere più efficienti gli impegni presi. Essere in possesso di una moneta virtuale vuol dire godere di numerosi vantaggi, come  il diritto di voto durante le consultazioni in assemblea de club

Criptovalute e calcio: l’Inghilterra non è da meno

E se questa è stata la situazione del Paris, in Premier non si è da meno, dal momento che il campionato inglese è diventato il più ricco in Europa grazie ad un giro d’affari di quasi 6 miliardi di euro. Un giro d’affari che potrebbe portare all’adozione progressiva delle criptovalute. Questo accade grazie al gran bell’incasso che molti club del campionato hanno avuto, e che potrebbero dunque finire con un investimento nelle monete virtuali.

C’è ad esempio la squadra dell’Arsenal ad aver sottoscritto un accordo con una società di gaming online californiana che è titolare di una propria moneta virtuale e che intende quanto prima di immetterla a 360 gradi sul mercato.

La piattaforma di social trading eToro ha pagato in Bitcoin un accordo di sponsorizzazione con sette club della Premier: Brighton & Hove Albion, Cardiff City, Crystal Palace, Fulham, Southampton, Tottenham e Leicester City. L’intento di eToro è quello di immettere la moneta virtuale nel mercato calcistico, fino a poterla utilizzare in scommesse compravendita di giocatori e pagamenti di stipendio.

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